Chi era Baden-Powell, in gergo scout B.-P.
La giovinezza

Robert Stephenson Smyth Powell nacque a Londra il 22 febbraio del 1857. Era il sesto di otto figli del reverendo Baden Powell (Baden era il nome, Powell il cognome), professore di geometria ad Oxforf e di Henriette Grace Smyth (il professor Powell aveva comunque già avuto quattro altri figli dal secondo dei suoi due precedenti matrimoni).
Perse il padre all'età di soli tre anni, e fu allevato dalla madre, figlia dell'ammiraglio William Henry Smyth, una donna fortemente determinata a far sì che suoi figli avessero successo nella vita. A scuola “Ste” (così veniva chiamato da piccolo) non eccelleva di certo, anzi potremmo dire che si applicava molto poco allo studio. Infatti amava molto di più scorrazzare nei boschi vicino al collegio di Charterhouse, dove era entrato a 12 anni grazie ad una borsa di studio. In quei boschi cominciò a conoscere, amare e vivere a contatto con la natura: strisciava, cercava tracce, si nascondeva sugli alberi o si divertiva ad accendere fuochi. Il preside Haig-Brown diede di B.-P. il seguente giudizio complessivo: “vale più di quanto non sembra far supporre il suo lavoro in classe” mentre il professore di francese scrisse sulla pagella: “potrebbe far bene, ma è diventato assai pigro e spesso dorme in classe”. D'estate poi, durante le vacanze con i fratelli, costruiva insieme a loro capanne, reti da pesca e tantissimi altri oggetti utili. Ecco come lui stesso ricorda quei momenti: “Il periodo più bello della mia fanciullezza fu quello in cui andai, con quattro miei fratelli, al mare intorno alle coste d'Inghilterra. Avevamo una barca a vela di nostra proprietà, sulla quale vivevamo in crociera in qualsiasi stagione e con ogni tempo.”
Già da piccolo gli piaceva immensamente recitare e aveva imparato molto presto a disegnare: era convinto che in ogni essere umano esista un innato bisogno di esprimersi attraverso l'arte. B.-P. userà poi questa sua spiccata capacità per illustrare tutti i suoi libri sullo scautismo con disegni, vignette e bozzetti di grande efficacia nel chiarire i concetti che voleva far passare.
Nel 1876, a 19 anni, concluse i suoi studi e si pose il problema della strada da intraprendere. Dopo qualche incertezza, si presentò, con scarse speranze (date le sue non brillanti note scolastiche) ad un concorso per entrare nell'esercito. Su 700 candidati si classificò secondo in cavalleria e quarto in fanteria! Ebbe perciò la nomina a sottotenente nel 13° reggimento Ussari.
La vita nell’esercito
La sua prima missione col reggimento ebbe luogo in India, dove restò 8 anni densi di esperienze di pace e di guerra, di sport e di caccia (e dove tra l'altro conobbe il suo grande amico e romanziere Rudyard Kipling). Nel periodo in cui era in India, Baden Powell, per tenere occupati e in buona salute i suoi uomini che vivevano in un clima malsano e si annoiavano nella monotonia della vita di guarnigione, pensò di farli diventare esperti nella tecnica dello “scouting”. Nell'esercito inglese la parola “scouting” indicava l'arte della “ricognizione” e Baden Powell era particolarmente abile in essa. Organizzò così fra i suoi uomini un gruppo di “scout”, insegnando loro a seguire le tracce, a osservare e a interpretare gli indizi lasciati sul terreno, a vedere senza essere visti, ad affrontare la dura e difficile vita nelle foreste e nelle zone sperdute ai confini della civiltà. Ottenne anche dallo Stato Maggiore un apposito distintivo per gli “scouts”: un giglio, che sulle antiche bussole simboleggiava il Nord. Di ritorno dall’India alcuni ufficiali (tra cui lui) vennero inviati in Africa, dove B.-P. fu promosso Tenente, ebbe modo di osservare la vita delle popolazioni indigene, il loro modo di cacciare, cantare, danzare ... più tardi adottò la stretta di mano con la sinistra tipica degli scout adottandola dalla tribù africana degli Ashanti. Il nostro giovane ufficiale era assetato di conoscere tutto ciò che lo circondava. In quegli anni con un contingente di indigeni Matabele apre il cammino nella foresta alla spedizione che lo seguiva tracciando strade, costruendo ponti, segnalando pericoli e si conquistò il rispetto di tutte le popolazioni con cui entrò in contatto (o scontro): Zulu, Ashanti, Matabele, che gli danno il soprannome di M'HLALA PANZI, cioè “l'uomo che si sdraia per uccidere” per l'abilità con la quale si apposta per cacciare e di IMPEESA, cioè “lupo che non dorme mai”. Seguirono gli anni dello spionaggio: anni densi di mistero in cui B.-P. venne incaricato di missioni delicatissime in Germania, Russia e altrove ... da cui se la caverà utilizzando tutte le sue risorse. A Malta divenne responsabile dell'Intelligence Service di tutto lo scacchiere mediterraneo, cosa che gli farà conoscere l'Italia e gli altri paesi rivieraschi. A Malta creò un circolo ricreativo per soldati, per sottrarli a bettole e a case di malaffare; al circolo diede il nome di “Cataplasma”. Nel 1897 rientra con il grado di colonnello in India a comandare il reggimento Dragoni. In questo periodo prepara un manuale per i suoi soldati dal titolo “Aids to Scouting”. Questo manuale interessa anche le scuole inglesi. Ritorna in Africa dove crea un gruppo di soldati di frontiera. Li fa esercitare continuamente in modo che siano in grado di affrontare qualsiasi difficoltà. In particolare dà loro lo spirito ed il rispetto di ogni cosa che li circonda, facendo studiare loro le piante e la vita degli animali, insegnando loro a seguire le tracce e ad osservarli nel loro ambiente.
L’assedio di Mafeking
Nel 1899 la guerra anglo – boera (i vecchi coloni olandesi) era alle porte. La situazione precipitava e B.-P. venne inviato in Sud Africa. Decise di stabilire il suo quartier-generale a Mafeking, importante nodo ferroviario e si preparò alla battaglia. L'8 ottobre 1899 inviò a sua madre l'ultimo biglietto che cominciava così: “Un esercito di boeri su 3 colonne, della forza complessiva di 6 – 7.000 uomini sta marciando su di noi...”. Cominciò così il lungo assedio destinato a trasformare un ottimo, ma sconosciuto ufficiale in un eroe nazionale. Il nostro colonnello, nonostante l'enorme supremazia di uomini e mezzi dell'avversario, non si perse d'animo e sfruttò al meglio tutte le scarse risorse e inventò ogni sorta di stratagemmi per evitare uno scontro aperto che si sarebbe rivelato fatale per i suoi. Ciò che occorreva maggiormente in quelle situazioni era la rapidità delle informazioni: sapere immediatamente in quale punto del perimetro cittadino i boeri sferravano l'attacco, per concentrarvi fulmineamente i difensori. Per adempiere questa missione, B.-P. radunò nel “Corpo dei Cadetti” i ragazzi dai 10 ai 16 anni. Dette loro una divisa, una bicicletta e li addestrò come informatori e porta-ordini. Il coraggio e l'allegro eroismo con cui svolsero per mesi il loro compito, li fece ammirare da tutti. Un'altra cosa fondamentale per riuscire a resistere all'assedio era mantenere i contatti tra la città e le retrovie inglesi, potere cioè inviare e ricevere informazioni dall'assedio. Per assicurare un servizio postale, B.-P. sfruttò l'abilità dei nativi nel nascondersi e la loro resistenza nel correre, facendo loro oltrepassare le linee nemiche senza essere intercettati.
Quando in Mafeking mancarono i francobolli per la corrispondenza interna, B.-P. provvide a stamparne dei nuovi: al posto della faccia della Regina, essi portavano il disegno dei “giovani messaggeri di Mafeking” o il volto dello stesso B.-P. (e sembra che la Regina non gradì ...).
Dopo 217 giorni d'assedio, una colonna inglese guidata da Lord Roberts arrivò a liberare Mafeking, la sera del 16 maggio 1900: l'Inghilterra, rimasta per un anno e mezzo col fiato sospeso poteva finalmente esultare. Scrisse Winston Churchill: “Quando la notizia giunse in Inghilterra, le vie di Londra divennero impraticabili per la folla, e il fiume dell'entusiasmo patriottico londinese dilagò in una inondazione di gioia infantile, delirante, incontenibile, come in seguito non doveva più capitare fino alla notte della vittoria della prima guerra mondiale.” Nominato generale per meriti di guerra, B.-P. a 43 anni era il più giovane generale dell'esercito britannico.
Nel 1903 venne nominato Ispettore Generale della Cavalleria per la Gran Bretagna e l'Irlanda. Oggi è difficile per noi renderci conto dell'importanza che rivestiva allora tale incarico. Basti però pensare che non esistevano ancora né i carri armati né l'aviazione militare e che quindi la cavalleria costituiva uno dei pilastri degli eserciti. Finita la guerra ottiene una enorme popolarità rispondendo alle lettere dei suoi ammiratori. In una di queste spiega il significato della Buona Azione come: “un atto generoso e casuale da fare giornalmente in silenzio ed in umiltà”. In quegli anni fonda e organizza la Polizia in Sud Africa. Qui forma varie pattuglie dove responsabilizza gli ufficiali più giovani e crea uno spirito di gruppo. Organizza anche una divisa con dei distintivi per mettere in evidenza le capacità di ognuno di loro e la loro abilità. Quando era ormai al culmine della sua carriera militare B.-P. venne messo quasi in pensione e venne inviato a studiare l'organizzazione delle truppe territoriali di riserva. Eravamo nel 1907. Perchè? Sempre Churchill (ed era uno che di queste cose se ne intendeva ...) scriverà più tardi che lo stesso folgorante successo aveva gettato su B.-P. la fredda ombra della disgrazia, nuocendogli presso il Quartier Generale dell'esercito, ove una rapida fortuna e una brillante carriera avevano suscitato le solite meschine gelosie dei mediocri.
Nasce lo scoutismo
Lasciato sempre più in secondo piano l'esercito, che ormai non lo attirava più, B.-P. cominciò a dedicarsi ai 2 milioni di giovani avvizziti e senza ideali che in Inghilterra attendevano qualcuno che “desse tono” alla loro vita. Tornato in patria, egli fu molto meravigliato nel vedere i giovani inglesi dedicarsi a divertimenti tutt'altro che buoni, oziare, perdere tempo nei bar o giocare a carte, fare il “tifo” per guardare dei giocatori pagati invece di praticare personalmente uno sport e tanti altri episodi di questo genere. Facendo tesoro dell'esperienza con i ragazzi di Mafeking e di quelle di con i suoi “scouts militari”, pensò allora di suggerire ai ragazzi le attività dello “scouting”, trasformando quella che fino a d allora era stata un'arte utilizzata per scopi di guerra, in uno strumento di pace e di fraternità. Prima di dar vita alle sue idee, però, Baden Pawell volle sperimentarle e fu così che dal 31 luglio al 9 agosto 1907, nell'isoletta di Brownsea, effettuò con una ventina di ragazzi quello che fu il primo campo scout della storia.
Luglio 1907. L'isola di Brownsea (1 km per 3), tra le bianche scogliere della baia di Poole, attende il primo “campo scout”. Con 6 tende prese a prestito dall'esercito, 20 ragazzi tra i 12 ed i 16 anni e tanta voglia di sperimentare, iniziò così l'avventura dello scautismo. Per alcuni di loro fu un'esperienza particolarmente eccitante perché, pur avendo sentito parlare del famoso Generale Baden Powell, non si sarebbero mai aspettati di incontrarlo faccia a faccia.
In quei tempi inoltre difficilmente qualcuno, tranne i militari, campeggiava in tenda. I ragazzi furono divisi in quattro gruppi, detti Pattuglie: i Tori, i Chiurli, i Corvi e i Lupi. Ogni notte una Pattuglia era mandata fuori dal campo principale per imparare a badare a se stessa: questi accampamenti notturni erano il piatto forte dell'avventura di Brownsea. Di sera ci si raccoglieva intorno ad un bivacco, mentre B.-P. raccontava storie delle sue numerose avventure intorno al mondo. Alla fine del campo, B.-P. sentì che l'esperienza era riuscita: il sistema delle Pattuglie funzionava; campeggio e attività all'aperto attraevano tutti i ragazzi; quando si “contava sulla loro parola” i ragazzi facevano sempre del loro meglio. Convinto dalla buona riuscita dell'esperienza di Brownsea, B.-P. continuò nella sua opera di definizione dello scautismo.
In seguito all'ottimo risultato del campo, Baden Powell iniziò la pubblicazione, a fascicoli quindicinali, di un manuale dal titolo: “Scouting for boys”. Anche il manuale fu un grosso successo e, di conseguenza, gli Scouts sorsero ovunque, in maniera spontanea, quasi come funghi, prima in Inghilterra e subito dopo nelle altre nazioni del mondo. Nel 1908 uscì “Scouting for boys” (scautismo per ragazzi), vero e proprio manifesto programmatico di quel movimento che B.-P. voleva creare. Non è un trattato, ma una serie di episodi, ricordi, consigli pratici, suggerimenti, raggruppati in “26 chiacchierate”, che gli adulti possono fare ai ragazzi, ma che i ragazzi stessi possono leggersi da soli.
Olave
Nel 1912 salì a bordo dell'“Arcadie” per il suo primo giro del mondo.

A bordo notò una giovane donna: si chiama Olave Soames. B.-P., notando il suo interesse, le si fece presentare e la sbalordì iniziando a parlare così: “Due anni fa lei passò vicino alla caserma di Knightsbridge a Londra, accompagnata da un cane spagnolo bianco e bruno. Fin da quel giorno avrei gradito parlare con lei, signorina.” Lei era una ragazza di 23 anni, lui ne aveva 55, e condividevano la stessa data di nascita, il 22 febbraio. Si fidanzarono nel settembre dello stesso anno, e la loro liaison divenne un evento mediatico. Per evitare l'intrusione della stampa si sposarono in segreto il 30 ottobre 1912. Fu un matrimonio felice, nonostante la differenza d’età. Olave divenne una fedele collaboratrice anche nel movimento scout, soprattutto nell'organizzazione dello scautismo femminile, il guidismo.
I Baden-Powell ebbero tre figli, un maschio e due femmine:
- Peter, che divenne poi il secondo Barone Baden-Powell (1913-1962), ebbe due figli ed una figlia;
- Heather Baden-Powell (1915-1986), ebbe due figli;
- Betty Baden-Powell (1917-2004) che sposò nel 1936 Gervas Charles Robert Clay, ed ebbe tre figli e una figlia.
Molti dei nipoti sono tuttora attivi nello scautismo o nel guidismo.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1914, B.-P. si mise a disposizione dell'esercito. Non gli fu però assegnato nessun incarico, ed in proposito Lord Kitchener commentò: «posso trovare facilmente numerosi generali di divisione altrettanto competenti, ma non troverei nessuno che possa continuare il suo inestimabile lavoro nei Boy Scout».
Lo scoutismo si espande
Furono gli anni dell'espansione del movimento: nel 1916 con l'aiuto di Vera Barkley forma il movimento del Lupetti, dai 6 ai 12 anni. Scrive per loro il libro “Wolf-Cub's Handbook” e propone di usare il primo ed il secondo “libro della giungla” e “Kim” di Kipling come base metodologica. Nel 1920, esattamente 13 anni dopo il primo campo, si tenne ad Olympia, Londra, il primo Jamboree mondiale, cioè un grande raduno di scout. La parola Jamboree B.-P. la prese dal lessico degli indiani d'America: significa “incontro di tribù”. Nella cerimonia di chiusura, B.-P. fu acclamato all'unanimità Capo Scout del Mondo.
Sotto la sua guida, il movimento scout internazionale crebbe. Nel 1922 c'erano più di un milione di scout in 32 paesi; nel 1939 erano più di 3,3 milioni.
B.-P. fu nominato baronetto nel 1922, diventando Sir Robert Baden-Powell. Nel 1929, durante il terzo Jamboree mondiale, fu creato Pari del Regno Unito, e scelse il titolo di Lord Baden-Powell of Gilwell. Non avendo possedimenti o tenute, scelse come luogo da indicare nel titolo Gilwell Park, la proprietà donata agli scout da William McLaren, dove dal 1919 sorge il centro internazionale di formazione dei capi scout.
Gli ultimi anni
Già poco dopo il matrimonio, B.-P. cominciò ad avere problemi di salute, patendo diverse malattie. Si lamentava di continui mal di testa, che furono considerati dal suo dottore come psicosomatici e trattati attraverso l'analisi dei sogni. I mal di testa peggiorarono e lo portarono a smettere di dormire con Olave ed a spostarsi in una camera da letto allestita sul suo balcone. Nel 1934 gli fu asportata la prostata e per riprendersi nel 1939 traslocò in una casa che aveva commissionato in Kenya, paese che aveva visitato in precedenza.
Nel 1938 l'accademia di Svezia propose B.-P. e il movimento scout come destinatari del Premio Nobel per la pace, per l'impegno profuso per la stessa, per l'anno 1939 (dopo essere stato nominato più volte negli anni precedenti, tra cui 10 nomination nel 1928). Lo scoppio della seconda guerra mondiale fece decidere all'accademia di Svezia di non assegnare il premio per l'anno 1939 e successivi.
Deluso dalla fine della pace in Europa, B.-P. morì in Kenya, a Nyeri, vicino al Monte Kenya, l'8 gennaio del 1941. Sulla sua tomba è riportato il segnale di pista "Sono tornato a casa".
L'ultimo messaggio che mandò da quella zona sperduta dell'Africa agli scout di tutto il mondo mentre ancora infuriava la guerra, fu una parola di speranza:
“... il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Procurate di lasciare questo mondo un po' migliore di quanto non l'avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di aver fatto del vostro meglio.”
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